ULISSE GRIMANI - ULISSE II

Un dialogo mediato dalla tecnologia 3D intorno alla bellezza tra due scultori nati a quasi 2.000 anni di distanza – uno scultore romano del II secolo e l'artista giapponese Makoto – fuori e dentro Piazza San Marco.



MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI VENEZIA



Il Museo, in Piazza San Marco, ospita un'importante raccolta di sculture greche e romane, iscrizioni, ceramiche, avori, gemme e una ricca raccolta numismatica, frutto di secoli di collezionismo veneziano. Nato alla fine del Cinquecento come Statuario Pubblico della Serenissima (1596), fu uno dei primi musei pubblici di arte classica in Europa.

Il Museo, ospitato nell'Antisala della Libreria di San Marco, doveva la sua origine alle donazioni di illustri famiglie veneziane, a partire da quelle di Domenico (1523) e Giovanni Grimani (1587). Per tale ragione le sue raccolte rispecchiano non solo il gusto dei collezionisti ma anche le possibilità e le dinamiche del mercato antiquario veneziano fino alla caduta della Repubblica (1797).

Tra le opere più importanti del Museo si segnala perciò la raccolta di scultura e, in questa, un interessante gruppo di originali greci, di cui fanno parte statue di epoca classica raffiguranti Demetra e Persefone, ritratti ellenistici e rilievi funerari e votivi di varia epoca e provenienza. Numerose anche le repliche romane di modelli greci di celebri artisti dell'epoca classica quali Kresilas, Prassitele, Skopas e Lisippo. Il Museo espone, inoltre, un considerevole numero di sculture ellenistiche; celebri sono senza dubbio la statua di Ulisse Grimani e le tre statue di guerrieri celti, note come Galati Grimani, rinvenute in una proprietà di famiglia sul Quirinale a Roma. Dalla capitale provenivano probabilmente alcuni degli esemplari della significativa raccolta di ritratti romani, tra i quali il più famoso è il cosiddetto Vitellio (II sec. d.C.). Ricchissima la raccolta di gemme (cammei ed intagli) fra cui il celebre Cammeo Zulian, una splendida sardonice a strati con il busto di Giove con egida sulla spalla. Trasferito dall'Antisala della Libreria di San Marco a Palazzo Ducale (1812), il Museo fu quindi allestito negli spazi delle Procuratie Nuove (1923-26), dove si trova ancora oggi. Nel corso del XIX secolo le sue collezioni si ampliarono con iscrizioni greche e latine, riscoperte in edifici della città, dove si trovavano utilizzate come materiale da costruzione. A queste, nel XX secolo, si aggiunsero oggetti rinvenuti fortuitamente nel territorio. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, nuove sale vennero aggiunte per accogliere le opere date in deposito dai Musei Civici. Inoltre, le raccolte veneziane furono arricchite dagli ingressi di una parte delle collezioni del Museo di San Donato di Zara e, sempre in seguito agli accordi post bellici, fu definitivamente assegnata al Museo la Capsella di Samagher, reliquiario del V sec. d.C. di valore eccezionale per la storia dell'arte paleocristiana, per la storia della Chiesa e dell'Impero Romano. Infine, negli anni '80 Giancarlo Ligabue donò un cospicuo gruppo di armi e utensili protostorici in bronzo.

Piazza San Marco, 17/52 30124 Venezia
Tel. 041 2967663   fax 041 2967606   e-mail: pm-ven.archeologico@beniculturali.it
Il Museo fa parte del percorso museale integrato I Musei di Piazza San Marco.
Orario: 10-19 (dal 1 aprile al 31 ottobre) 10-17 (dal 1 novembre al 31 marzo)
Giorni di chiusura: 25 dicembre, 1 gennaio - Ingresso: biglietteria Museo Correr, Ala Napoleonica
Servizi: caffetteria, bookshop, guardaroba (presso ingresso Museo Correr), visite guidate, laboratori didattici, guide multimediali in LIS.
www.polomuseale.venezia.beniculturali.it

ULISSE GRIMANI



L'Ulisse è una scultura di età antoniniana (138-192 d.C.), di dimensioni più piccole del vero (105 cm), e rappresenta l'eroe mentre avanza circospetto. Rappresenta probabilmente il momento in cui, durante la guerra di Troia, insieme ad alcuni compagni, Ulisse salì all'Acropoli della città per sottrarre il Palladio, il simulacro di Athena che la proteggeva, rendendola invulnerabile. La statua di Ulisse è una copia romana del II secolo d.C. ispirata a un originale greco di età ellenistica e appartenne alla collezione di Domenico Grimani prima di essere trasferita allo Statuario Pubblico, il nucleo più antico del Museo Archeologico Nazionale di Venezia. Nel XVI secolo fu restaurata in alcune parti, ad esempio il braccio destro e la mano sinistra, da Tiziano Aspetti, scultore di fiducia della famiglia Grimani.

ULISSE II



Il confronto tra arte di matrice ellenistica e scultura contemporanea, in nuovi percorsi di apprendimento, co-creazione e condivisione della bellezza, è il nucleo di Ulisse II, progetto nato dalla collaborazione tra Virtualgeo e il Museo Archeologico Nazionale di Venezia e curato da Alfredo Cramerotti.

L'artista giapponese Makoto è stato invitato a dialogare con l'Ulisse Grimani – statua che fa parte della collezione del Museo Archeologico – ed ha risposto con un'opera leggera, sospesa, dalle grandi dimensioni, realizzata con gesso, resina, carta tradizionale giapponese.

Nel frattempo la statua dell'Ulisse Grimani è stata riprodotta in digitale da Virtualgeo tramite scansione 3D, con scanner a luce strutturata, e modellazione 3D. Il modello digitale 3D è la copia fedele della statua, nella forma e nel colore, ed è un modello informativo: i vari interventi di restauro cui la statua è stata sottoposta sono stati evidenziati grazie alla tridimensionalità e alle particolari tecniche di modellazione 3D usate.
Con il modello 3D i visitatori del Museo Archeologico possono quindi esplorare la statua di Ulisse nella quarta dimensione (il tempo) grazie a ECH® (Edutainment for Cultural Heritage), la piattaforma digitale di divulgazione scientifica prodotta da Virtualgeo e accessibile da totem touchscreen in dotazione al Museo. Toccando semplicemente lo schermo possono approfondire la storia dei suoi restauri, creare poster e book personalizzati con la statua, combinata con uno dei circa cento sfondi disponibili di Piazza San Marco e delle sale del Museo disponibili oppure con un selfie scattato al momento dal totem, da condividere online.

Con una dimostrazione live al pubblico del Museo Archeologico, durante l'inaugurazione del progetto Ulisse II, l'opera di Makoto è stata scansionata – con lo stesso sistema usato con l'Ulisse antico – e modellata in 3D. In questo modo, affiancate nella sala 8 del Museo Archeologico dal 19 novembre 2015 al 31 gennaio 2016, l'Ulisse II di Makoto e l'Ulisse Grimanisotto forma digitale – possono continuare il loro dialogo online, in questo sito web.

Museo Archeologico

MUSEO ARCHEOLOGICO

Il Museo, in Piazza San Marco, ospita un'importante raccolta di sculture greche ...

Ulisse Grimani

ULISSE GRIMANI

L'Ulisse è una scultura di età antoniniana (138-192 d.C.), di dimensioni più piccole ...

Ulisse II

PROGETTO ULISSE II

Il confronto tra arte di matrice ellenica e scultura contemporanea, in nuovi ...

PROTAGONISTI

DANIELE FERRARA   (Direttore del Polo Museale del Veneto)


La scelta di portare un'opera realizzata con una tecnologia come il 3D in un museo archeologico, per storia e stile molto lontano da queste novità, nasce da un'idea di Erminio Paolo Canevese, dell'azienda high-tech friulana Virtualgeo, e da Michela Sediari, del Polo Museale del Veneto, ed è curata da Alfredo Cramerotti.

Essenzialmente, ci troviamo di fronte a un momento di dialogo fra due sculture, una scultura moderna e una antica. Attraverso questa tecnologia, un'opera viene 'conosciuta' nel profondo, ad esempio si possono vedere i restauri, i cambiamenti intercorsi nella sua lunga storia. E soprattutto, un'opera scansionata in 3D è esportabile, conoscibile da persone che non hanno la scultura sottomano e anche da chi si trova fuori dalle sale del museo dove è esposta. L'altra scultura, creata dall'artista giapponese Makoto, posta in dialogo con l'Ulisse Grimani, crea un'interazione. Il dialogo tra le due sculture provoca un nuovo percorso di conoscenza grazie all'unione di due mondi e di due storie lontane eppure legate dalla bellezza.

ANNAMARIA LARESE   (Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Venezia)


Ho seguito solo nella parte finale il progetto Ulisse II, che è stato pensato e realizzato da Erminio Paolo Canevese, dell'azienda high-tech Virtualgeo, e da Michela Sediari. A mio avviso rappresenta un significativo momento di valorizzazione, perché attraverso la scansione della scultura Grimani è stato possibile mostrare ai visitatori gli antichi restauri e quindi far conoscere in modo più approfondito l'opera romana. L'uso di uno strumento digitale permette anche di avvicinare un pubblico più ampio, diverso da quello che frequenta il Museo e consente pertanto di incrementare l'attività di valorizzazione e quindi la fruizione del patrimonio archeologico. L'aver avvicinato una scultura antica ad un'opera contemporanea ha fatto iniziare anche un dialogo, un'interazione fra due mondi artistici lontani nel tempo.
Costituirebbe un'importante iniziativa di valorizzazione, ma anche di studio e di tutela, la possibilità di continuare questo progetto estendendolo anche ad altre opere e sculture del Museo Archeologico di Venezia, ma anche di altri Musei.

Daniele Ferrara

DANIELE FERRARA

Il dialogo tra due sculture provoca un nuovo percorso di conoscenza unendo due mondi e due storie.

Annamaria Larese

ANNAMARIA LARESE

È un significativo momento di valorizzazione, da estendere ad altre opere e altri musei.

MICHELA SEDIARI   (Museo Archeologico Nazionale di Venezia)


Ho sempre pensato che la comunicazione svolga un ruolo determinante sia per la tutela che per la valorizzazione del nostro patrimonio culturale, obiettivi paralleli e convergenti della mission di un Museo: sono molto grata perciò ad Erminio Canevese della Virtualgeo, quando, nell'ambito del Percorso "Acqua immutabile e antica al Museo Archeologico Nazionale di Venezia" che avevo ideato come manifestazione di Venice to Expo 2015, evento del Comune patrocinato da Expo Milano 2015, ha messo a disposizione le sue tecnologie di rilevazione digitale 3D per la statua dell'Ulisse Grimani, capolavoro di età antonina (II secolo d.C.) che si rifà a modelli ellenistici probabilmente del III secolo a.C.

Gli obiettivi raggiunti sono stati plurimi: quello primario, di realizzare un 3D scientifico attraverso lo scanner a luce strutturata, che potesse nel presente mettere a disposizione del pubblico del Museo uno strumento semplice e facile da usare con la piattaforma Virtualgeo ECH (Edutainment for Cultural Heritage) per "toccare" l'opera e nel contempo riceverne informazioni, per la prima volta tridimensionali, sugli interventi del restauro integrativo dello scultore rinascimentale Tiziano Aspetti. In futuro questa scansione e modellazione 3D, copia fedele della statua, costituirà la base per misurazioni, studio, simulazioni, il supporto per progetti di diagnostica e pianificazioni di attività di restauro, il collettore finale per l'archiviazione dei diversi dati referenziati.

Non potevo quindi non provare un immediato interesse quando Erminio, colpito dal mio entusiamo, mi ha fatto leggere i principi dello statuto della Geomatic art, corrente artistica contemporanea, di cui è uno dei fondatori, che utilizza le tecnologie della geomatica per riproporre tramite rielaborazioni creative, espressioni dell'arte e dell'architettura del passato, in modo da ampliarne ed innovarne la fruizione. La conseguente commissione del Museo - sempre tramite Virtualgeo - allo scultore giapponese Makoto, di una nuova opera d'arte ispirata all'Ulisse, con la curatela di Alfredo Camerotti, è stato un progetto che mi ha appassionato subito e suggestivo è, a mio avviso, il dialogo senza tempo che si è creato in Museo fra l'Ulisse Grimani e l'Ulisse II. Sono certa che avrebbe coinvolto anche Domenico e Giovanni Grimani, fondatori del Museo nel XVI secolo: erano collezionisti raffinati di "anticaglie", ma anche di opere di artisti a loro contemporanei, sia tradizionali sia di forte originalità, come ad esempio un Hieronymus Bosch.

MAKOTO   (Artista)


Concetto - Chi entra nel Museo Archeologico Nazionale di Venezia vede il "passato". Invece la tecnologia di Virtualgeo s.r.l. fa sentire il "futuro".
L'opera di Makoto fa da ponte tra questi due tempi storici diversi.

Tecnologia - Makoto crea l'installazione bianca utilizzando il nukegara (la spoglia) della persona. Nel 1991 la prima nukegara ottenuta ingessando il tessuto direttamente sul corpo umano stabilisce il suo tema principale e la tecnica di base. Grazie alla tecnologia di Virtualgeo s.r.l. per il progetto di Ulisse II è stato scansionato l'Ulisse Grimani in 3D ed è stata creata una replica in scala 1:1. Con questa replica Makoto ha creato la sua opera Ulisse II. Senza questa tecnologia non si sarebbe potuta realizzare. L'Ulisse Grimani è uno dei beni culturali d'Italia e non si può ingessare la statua.

Differenza culturale - Durante la sua permanenza in Italia ha visto tantissime sculture antiche di marmo, esposte nei musei, anche senza testa o braccia. Queste opere scultoree appartengono al patrimonio artistico anche se sono rotte. Invece in Giappone è molto diverso, perché le sculture sono di legno e quelle rimaste sono integre, le altre sono marcite o bruciate.

Omaggio al restauro - Le sue opere in genere sono composte da un unico drappo di tessuto ingessato. In questo caso, essendo l'Ulisse Grimani stato restaurato, ha assemblato alcuni pezzi di tessuto ingessato per creare un corpo intero.

Il materiale - Le sue opere non sono di gesso pieno ma vuote. Il suo Ulisse II è sottile e leggero come tutte le sue sculture. È una spoglia dell'Ulisse Grimani. Il materiale principale è la stoffa, con gesso, resina, washi (carta tradizionale giapponese) e pittura bianca.

Musica - Il compositore giapponese Hiroshi Sato (attualmente vive e lavora in Giappone) ha composto una musica originale per questa mostra, interpretando la storia di Ulisse e il tema dell'acqua, allo stesso modo le sculture esposte nella sala 8 del Museo Archeologico Nazionale di Venezia raccontano Ulisse.

Visita il sito web di Makoto: www.codice-bianco.it

MICHELA SEDIARI

Comunicare è determinante per tutelare e valorizzare i beni culturali: obiettivi convergenti del Museo.

Michela Sediari

MAKOTO

La mia opera fa da ponte tra il passato delle collezioni del Museo e il futuro della tecnologia.

Makoto

ALFREDO CRAMEROTTI   (Curatore)


Intervista di Diana Marrone

DM – Recentemente al Cultural Institute del King's College di Londra, con De/Coding the Apocalypse dell'artista Michael Takeo Magruder, hai rivisitato il testo biblico del Libro delle Rivelazioni attraverso nuove tecnologie di coding, virtual reality, gaming e 3D printing. Il progetto ha riscontrato molto successo sia di pubblico sia di critica. Con Makoto e Virtualgeo, hai portato la creazione contemporanea a dialogare nel sancta sanctorum italiano dell'archeologia, nel segno che l'arte non ha tempo e non ci sono barriere nei gusti per i fruitori. Cosa fa la tecnologia in questo caso? Amplifica la comprensione delle opere, getta ponti per altri tipi di apprendimento?

AC – Direi che in questo caso la tecnologia svolge un duplice ruolo. Da una parte amplifica la comprensione e la fruizione di un'opera d'arte antica, mettendola in dialogo con un'opera contemporanea usando un approccio 'complementare' (si crea quasi una simbiosi tra l'autore ellenico e l'artista contemporaneo) che apre molte porte per le domande e la curiosità del pubblico in generale; dall'altra, offre al pensiero e all'azione artistica un potente spunto per andare al di là della tecnologia come mediazione, usandola come strumento artistico in sé.
Makoto, l'artista a cui è stata commissionata questa nuova opera in relazione all'Ulisse Grimani del Museo Archeologico Nazionale di Venezia, ha utilizzato una scannerizzazione dell'opera antica come punto di partenza, come si usa un bozzetto prima di eseguire un dipinto, o una scultura. Riportando poi questo procedimento a una dimensione fisica, ha poi realizzato il suo lavoro 'togliendo' strati di informazione, e aggiungendone degli altri; un po' come si farebbe con un blocco di marmo per far apparire la scultura che vi è all'interno. È un processo affascinante, che richiede molto equilibrio, sensibilità e precisione. In questo, il suo retroterra orientale e l'approccio zen che usa nel suo lavoro, è stato determinante per la riuscita dell'intervento all'interno del Museo. È molto facile rompere un certo equilibrio armonico tra la varie opere antiche, e credo che siamo invece riusciti a raggiungere un ulteriore livello di equilibrio, che include anche l'arte contemporanea in un luogo deputato a quella antica. La tecnologia qui è stata un po' la spina dorsale per questa riuscita, sia dal punto di vista artistico che di quello della fruizione da parte del pubblico.

Visita il sito web di Alfredo Cramerotti: www.alcramer.net

ERMINIO PAOLO CANEVESE   (Virtualgeo s.r.l.)


Con questo progetto, grazie alla disponibilità del Museo Archeologico Nazionale di Venezia, abbiamo realizzato un esempio pilota di quell'innovazione dirompente che l'impiego creativo delle nuove tecnologie afferenti al mondo della geomatica (neologismo che unisce geografia e informatica) può offrire. Può offrire a condizione di abbandonare vecchi paradigmi, legati ai metodi e agli strumenti analogici del passato, che limitano l'operato degli addetti ai lavori sia di chi si occupa di tutela del patrimonio culturale (progettisti, restauratori, studiosi…), sia di chi si occupa della sua valorizzazione (i musei) – e quindi divulgazione verso il grande pubblico – che è il fine ultimo della tutela.

Un'unica azione – la scansione 3D e il reverse modelling (ossia modellazione 3D) di un'opera del II secolo d.C. – ha soddisfatto le esigenze di tutela e valorizzazione e, allo stesso tempo, ha creato le condizioni per la produzione di un'opera d'arte contemporanea.
Tutto ciò è stato possibile grazie alle attività di ricerca applicata Virtualgeo, incentrate sull'ideazione e sullo sviluppo di nuovi approcci metodologici e di nuove tecnologie informatiche, che sono il risultato delle esperienze multidisciplinari maturate in più di 20 anni di attività negli ambiti della geomatica e della comunicazione. Il risultato di queste attività di ricerca sono dei modelli 3D scientifici e rigorosi, nelle dimensioni e nelle forme: sto parlando di qualcosa di completamente diverso dai modelli virtuali, che sono solo verosimili. È evidente che la scientificità sia un presupposto imprescindibile per il 3D in uso agli addetti ai lavori. È meno evidente dal punto di vista dei non specialisti, ma sono convinto che – dal punto di vista dei musei e delle scuole – sia importante iniziare "educare" il pubblico a cogliere e apprezzare anche queste differenze qualitative. Noi, con la nostra ricerca e le nostre tecnologie, siamo a fianco delle istituzioni culturali.

Il nostro obiettivo è realizzare degli strumenti che, da un lato, soddisfino gli addetti ai lavori nel settore culturale e che, dall'altro, offrano al pubblico dei musei, agli appassionati e alle scuole tecnologie innovative e scientifiche per una didattica rinnovata e un apprendimento esperienziale.
Cambiano le tecnologie e i supporti ma "catturare" l'attenzione delle persone, ragazzi e adulti, rimane l'obiettivo chiave, che trova nel digitale un potente alleato. Ed ecco la nostra piattaforma ECH®, che è l'acronimo di "Edutainment for Cultural Heritage". Con ECH® e i modelli tridimensionali digitali, i visitatori dei musei sono al centro dell'esperienza culturale. La piattaforma ECH® è un sistema nuovo di intrattenimento educativo (edutainment, appunto, in una parola) con cui imparare diventa stimolante, sviluppando capacità d'analisi, pensiero creativo e padronanza di vari linguaggi visivi.

Visita il sito web di Virtualgeo : www.virtualgeo.eu

Alfredo Cramerotti

ALFREDO CRAMEROTTI

La tecnologia amplia la fruizione dell'opera d'arte antica e diventa strumento artistico in sé.

Erminio Paolo Canevese

ERMINIO PAOLO CANEVESE

Abbiamo realizzato un esempio pilota di innovazione dirompente, abbandonando i vecchi paradigmi.

PROGETTO
TUTTE LE FASI
SCANSIONE ULISSE GRIMANI

Nelle sale del Museo Archeologico Nazionale di Venezia i tecnici Virtualgeo hanno scansionato in 3D l'Ulisse Grimani con uno scanner a luce strutturata, "catturando" con estrema precisione le informazioni dimensionali e cromatiche della scultura. Modellando in 3D questi dati si è ottenuto un modello digitale tridimensionale fedele alla statua reale, nella forma e nel colore dei materiali. Inoltre, gli interventi di restauro a cui l'Ulisse è stato sottoposto nei secoli sono stati evidenziati, sfruttando le caratteristiche dei sistemi di modellazione delle tecnologie software per il 3D di Virtualgeo, e realizzando così un modello informativo che svela la quarta dimensione della statua: il tempo.

ECH®

L'Ulisse Grimani sotto forma di modello 3D digitale, ottenuto dalla scansione 3D della statua reale, è stato messo a disposizione – in modo rigoroso ma emozionante e creativo – dei visitatori del Museo Archeologico Nazionale di Venezia con un totem touchscreen e l'ECH®(Edutainment for Cultural Heritage), la piattaforma digitale di divulgazione scientifica sviluppata da Virtualgeo. L'ECH® somma le potenzialità di un'enciclopedia scientifica multimediale – data sia dall'alta precisione della scansione e della modellazione 3D, sia dalla possibilità di approfondire la storia dei restauri dell'Ulisse Grimani – all'intervento attivo e al coinvolgimento ludico dell'utente. Con la piattaforma ECH® il pubblico ha esplorato in dettaglio il modello 3D informativo dell'Ulisse e ha creato e condiviso online poster e book personalizzati digitali, combinando l'inquadratura preferita della statua con uno dei circa cento sfondi disponibili – di Piazza San Marco e delle sale del museo – oppure con un selfie scattato al momento dal totem.

RESTAURI

Il 3D di Virtualgeo svela la quarta dimensione della nostra statua: il tempo. Infatti, fruttando le caratteristiche dei sistemi di modellazione delle tecnologie software si sono potute evidenziare le diverse parti del restauro interpretativo dell'Ulisse come "gladiatore", realizzato nel 1587 da Tiziano Aspetti, uno più importanti scultori rinascimentali veneziani. Si distinguono in colore blu gli elementi aggiunti nel XVI secolo.

PROTOTIPAZIONE

Il modello 3D in scala 1:1 dell'Ulisse Grimani è stato dato in pasto a una fresa a controllo numerico per produrre una copia fedele della scultura, partendo da un blocco di materiale polimerico, e permettere all'artista Makoto di lavorare alla propria interpretazione dell'Ulisse, come Alfredo Cramerotti – chiamato da Virtualgeo a curare il progetto Ulisse II – ha proposto al Museo Archeologico.

OPERA DI MAKOTO

Creando la sua installazione con stoffa, gesso, resina, washi (carta tradizionale giapponese) e vernice bianca, Makoto ha fatto da ponte tra i due tempi storici di cui sono espressione l'Ulisse Grimani, il passato, e la tecnologia di Virtualgeo, il futuro. Il nukegara – la spoglia - dell'Ulisse è stata ottenuta in modo diverso dalle altre nukegara di Makoto, la cui tecnica base – dal 1991 – è ingessare il tessuto direttamente sul corpo umano. Questa volta è stato necessario usare una replica fisica in scala 1:1 dell'Ulisse Grimani, ottenuta da una scansione 3D della statua antica.

MUSICA DI HIROSHI SATO

Il compositore giapponese Hiroshi Sato, che attualmente vive e lavora in Giappone, ha avuto diverse collaborazioni con Makoto dagli anni '90. Ha composto la musica originale "Mare di Ulisse - libro 1" esclusivamente per il progetto Ulisse II, interpretando la storia di Ulisse. Allo stesso modo le sculture esposte nella sala 8 del Museo Archeologico Nazionale di Venezia raccontano l'Odissea. Visita il sito web di Hiroshi Sato: tmpst.music.coocan.jp/hsweb

INAUGURAZIONE

Il progetto Ulisse II è stato inaugurato il 18 novembre 2015 nelle sale del Museo Archeologico Nazionale di Venezia. Ulisse II ha dato continuità alla digitalizzazione in 3D dell'Ulisse Grimani, effettuata da Virtualgeo con scanner a luce strutturata per il percorso "Acqua immutabile ed antica", attivato dal museo stesso in occasione di Expo dal 3 maggio al 31 ottobre 2015, quando per la prima volta sono stati installati al museo i totem touchscreen ECH® (Edutainment for Cultural Heritage) con due capolavori in digitale del Museo Archeologico: l'Ulisse Grimani e la cosiddetta Statua di Montegrotto.

SCANSIONE ULISSE II

Per i visitatori e i giornalisti presenti al Museo Archeologico Nazionale di Venezia per l'inaugurazione del progetto Ulisse II (18 novembre 2015) i tecnici Virtualgeo hanno scansionato con scanner a luce strutturata l'opera contemporanea dell'artista giapponese Makoto. L'obiettivo era creare un modello digitale 3D del nukegara dell'Ulisse Grimani per mantenere la memoria dell'iniziativa e darle visibilità su scala mondiale, permettendo a tutti di scoprire gli Ulisse – l'antico e il contemporaneo – in 3D.

MODELLI 3D

Il dialogo attorno alla bellezza tra l'Ulisse Grimani e l'Ulisse II di Makoto continua qui online.